2 Marzo 2026

L’unico “Fake” di cui avrai bisogno quest’estate

Design senza filtri
Il confine tra indoor e outdoor non è mai stato così sottile. Con l’arrivo della bella stagione, gli spazi cambiano ritmo: il soggiorno si apre verso l’esterno, la terrazza diventa un’estensione naturale della casa, il giardino si trasforma in un luogo da vivere ogni giorno.

In questo scenario, anche gli oggetti devono adattarsi. Devono essere versatili, resistenti, ma soprattutto capaci di mantenere una presenza riconoscibile. È qui che entra in gioco Fake, il progetto firmato da Uto Balmoral per Sturm Milano.

Perché scegliere Fake?

Il nome può trarre in inganno, ma il suo carattere è estremamente concreto. Fake è un oggetto difficile da definire in modo univoco, ed è proprio questa ambiguità a renderlo interessante. Non nasce per avere una sola funzione, ma per adattarsi a contesti diversi.

Può essere uno sgabello, un tavolino d’appoggio o un elemento scultoreo. Può stare in un living interno o trovare spazio in un ambiente esterno, senza cambiare identità. È un arredo che si muove liberamente tra funzioni e ambienti, mantenendo sempre una forte presenza visiva.

Come si comporta negli spazi indoor e outdoor?

Fake è realizzato in polistirene ad alta densità con finitura protettiva, una combinazione che garantisce resistenza e durata. Può essere esposto al sole, alla pioggia e agli agenti atmosferici senza perdere le sue caratteristiche estetiche e strutturali.

Allo stesso tempo, la sua leggerezza lo rende facile da spostare, permettendo un utilizzo dinamico tra interno ed esterno. Un oggetto che si adatta ai momenti della giornata e alle esigenze dello spazio, senza vincoli rigidi.

Qual è il suo linguaggio progettuale?

Fake non cerca una definizione precisa, ma lavora sull’equilibrio tra funzione e percezione. La sua forma è immediata, riconoscibile, ma non completamente prevedibile. È un oggetto che attira l’attenzione senza risultare eccessivo, capace di inserirsi in contesti diversi mantenendo una propria identità.

Il progetto di Uto Balmoral

Nel lavoro di Uto Balmoral, il design è spesso un gioco di contrasti tra apparenza e funzione. Con Fake, questa ricerca prende forma in un oggetto che sembra semplice, ma che nasconde una riflessione più profonda sull’uso e sulla percezione. Il risultato è un progetto ironico e rigoroso allo stesso tempo, in cui il linguaggio formale dialoga con l’idea di versatilità.

Come interpretarlo nello spazio?

Disponibile in diverse finiture, dai toni neutri ai colori più accesi, Fake si adatta facilmente a contesti e atmosfere differenti. Può accompagnare un ambiente minimale oppure diventare un punto focale in uno spazio più caratterizzato.

Non è necessario definirlo in modo rigido: Fake funziona proprio perché lascia libertà di interpretazione.

Con Fake, Sturm Milano propone un oggetto che attraversa stagioni e ambienti, mantenendo coerenza e carattere.

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